AMBASCIATA DI ROMANIA
presso la Santa Sede e il Sovrano Militare Ordine di Malta

Romania - Santa Sede

90 anni di relazioni diplomatiche

Sesssione  anniversaria dedicata alla  ricorrenza dei 90 anni dall’ allacciamento delle relazioni diplomatiche tra la Romania e la Santa Sede.  Bucarest, 7 dicembre 2010.

L’ evento è stato organizzato dal Ministero degli Affari Esteri di Romania in collaborazione con la Nunziatura Apostolica in Romania ed ha incluso una sessione anniversaria di relazioni e una mostra di documenti diplomatici rilevanti per la storia dei rapporti bilaterali.

In occasione del momento anniversario hanno presentato interventi sulla storia delle relazioni bilaterali e sulle loro prospetive di sviluppo il ministro degli Affari Esteri, Teodor Baconschi, il Nunzio Apostolico in Romania, l’ Arcivescovo Francisco-Javier Lozano e il prof. univ. dr. Marius Ioan Bucur, dell’Università „Babeş-Bolyai” di Cluj-Napoca.

All’evento hanno partecipato membri del corpo diplomatico accreditato a Bucarest, personalità politiche, rappresentanti delle comunità accademiche, religiose, della società civile e dei media.

Nel suo discorso, il ministro degli Affari Esteri ha affermato: „Stimiamo che la Chiesa può avere, in continuazione, un ruolo importante in campi come: l’inclusione sociale, l’assistenza caritatevole e sanitaria, la cultura e ci proponiamo di sostenere gli sforzi intrapresi in tale direzione”. Teodor Baconschi ha rilevato l’„importanza della relazione tra la Romania e la Santa Sede, in diversi campi, tra cui l’esistenza nella Penisola Italiana di un’ampia comunità romena”.

„Senza la visita del Pontefice /Giovanni Paolo II-n.n../ e senza la capacità della singola Chiesa Ortodossa di cultura e lingua latine di aprirsi ad un dialogo ecumenico, fraterno e sincero con il mondo cattolico, i romeni d’Italia non godrebbero più oggi dell’ospitalità liturgica particolarmente generosa che offre loro la Chiesa Cattolica e beninteso la Conferenza Episcopale Italiana. Siamo riconoscenti a Sua Santità Benedetto XVI per questa linea di sostegno fraterno dell’organizzazione ecclesiastica dei romeni che vivono oggi in Italia”, ha sottolienato il capo della diplomazia romena. Il ministro romeno ha inoltre espresso l’augurio che la Diocesi Ortodossa Romena d’Italia sarà tra breve riconosciuta giuridicamente dal Governo italiano /fatto avvenuto il 12 settembre 2011 – n.n./: „senza dubbio, il ruolo del lobby della Santa Sede e dei vescovi italiani in proposito è stato tra i più importanti”.

A sua volta, il Nunzio Apostolico in Romania ha ricordato momenti significativi della storia delle relazioni bilaterali, sottolineando che  „questi costituiscono una prova dell’importanza della dimensione religiosa sempre presente nella storia e nella vita del popolo romeno”. „L’anniversario dei 90 anni di relazioni diplomatiche – ha affermato Mons.Lozano -  ci fa sperare che le relazioni tra la nazione romena e la Santa Sede costituiranno, in futuro, una  fonte d’ispirazione per la cooperazione e l’amicizia”  e che „uno degli obiettivi maggiori della Santa Sede e, di conseguenza, del Nunzio Apostolico, sarà la promozione e l’intensificazione dei rapporti fraterni con la Chiesa Ortodossa Romena./.../ In tale ambito, uno dei campi di collaborazione tra le due Chiese sorelle –di particolare importanza ai giorni nostri – si riferisce alla tutela delle radici cristiane dell’Europa e dei valori del Cristianesimo nella società”. Il Nunzio Apostolico ha evocato  la „storica visita di Papa Giovanni Paolo II in Romania del 1999”, ringraziando il ministro Teodor Baconschi, a quel tempo ambasciatore di Romania presso la Santa Sede, per il suo contributo alla „prima presenza di un Sovrano Pontefice in un Paese a maggioranza confessionale cristiano-ortodossa”.

Informaţii supplementari:

Le relazioni tra la Romania e la Santa Sede scendono nella storia sino nel periodo del Medio Evo, illustativa in tal senso essendo la corrispondenza tra la Sedia Apostolica e i principi dei Paesi Romeni. La corrispondenza dei Sovrani Pontefici con i principi dei Paesi Romeni data dall’inizio del Quattrocento, poco prima del momento della fondazione degli stati feudali romeni autonomi.

Nei secoli XIV-XV, le relazioni sono in-formate da una meta comune: la lotta contro l’espansione ottomana e il desiderio del Vaticano di creazione di alleanze degli stati cristiani del Centro e dell’Occidente d’Europa. Evocativa in tal senso è la corrispondenza tra il Papa Sisto IV e il principe di Moldavia, Ştefan cel Mare /Stefano il Grande/, definito dal Sovrano Pontefice quale „atleta di Cristo” (lettera indirizzata al principe romeno il 31 marzo 1475, in seguito alla vittoria riportata da Ştefan nella battagia coi turchi di Podul Înalt -10 gennaio 1475). Oppure la lettera di Papa Clemente VIII indirizzata a Aron Vodă, in cui, tra l’altro, ci sono dei riferimenti alla latinità dei romeni: “Siete eredi dei latini e degli italiani e certamente desiderate anche voi la gloria dei vostri avi”. O la qualifica del principe Mihai Viteazul /Michele il Bravo/ quale  „uno dei piâ bravi, forti, valorosi e saggi principi che tuttora esistono”.

Il 1 giugno 1920 viene creata la Legazione di Romania presso la Santa Sede, con titolare Dimitrie C. Pennescu, quale înviato straordinario e ministro plenipotenziario.

Le relazioni diplomatiche della Romania interbellica con la Santa Sede hanno conosciuto un' evoluzione significativa, con il contributo di professionisti che hanno operato presso la Legazione di Roma: Dimitrie Pennescu, Caius Brediceanu, Nicolae Petrescu-Comnen.

La loro efficace attività condurrà, tra altre realizzazioni, alla firma, il 10 maggio 1927, del Concordato tra la Romania e la Santa Sede. Il documento, entrato in vigore il 7 luglio 1929, ha permesso la riorganizzazione della Chiesa Cattolica di rito latino, garantedo ai suoi fedeli la manifestazione della libertà religiosa, così come questa era stata riconosciuta, nella Costituzione del 1923, agli ortodossi e ai greco-cattolici.

Il 22 dicembre 1938, la Legazione di Romania è stata elevata al grado di ambasciata, tornando poi, nel 1940, allo statuto di Legazione.

In seguito alla Seconda Guerra Mondiale e l’instaurazione del regime comunista in Romania, le relazioni bilaterali sono state segnate brutalmente dalle misure adottate dalle autorità comuniste. All’inizio del 1946, il Nunzio Apostolico, Mons. Andrea Cassulo, è stato dichiarato "persona non grata"; ulteriormente, con il Decreto n.151 del 17 luglio 1948, il Concordato è stato disdetto. Il 4 luglio 1950, le relazioni diplomatiche della Romania con la Santa Sede sono state interrotte.

Doppo dicembre 1989, le relazioni della Santa Sede con la nuova Romania democratica sono state ripristinate, iscrivendosi sulla strada della normalità.

La Romania e la Santa Sede hanno deciso il ripristino delle relazioni diplomatiche il 15 maggio 1990. A cominciare da gennaio 1998 si è tornati alla vecchia tradizione, secondo cui il Nunzio Apostolico a Bucarest diventa il Decano del corpo diplomatico.

La visita del Papa Giovanni Paolo II in Romania (7-9 maggio 1999) – momento di punta nella storia delle relazioni tra la Romania e la Santa Sede: la prima visita di un Sovrano Pontefice in un Paese a maggioranza confessionale cristiano-ortodossa, momento di una forte carica simbolica e emozionale.

 

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